«— Va bene, vi sono, disse la voce quasi estinta in lontano.

«— Chiudi dunque la porta, disse Carconta: a me non piacciono le porte aperte quando tuona.

«— E quando v’è del danaro in casa, n’è vero? rispose Caderousse, dando un doppio giro alla serratura. — Egli rientrò, andò all’armadio, ne cavò il sacchetto ed il portafogli, ed entrambi si misero a contare per la terza volta l’oro ed i biglietti.

«Io non ho mai veduto una espressione simile a quella di quei due visi, di cui una debole lampada rischiarava la cupidigia. La donna particolarmente era schifosa: il tremito febbrile che abitualmente l’animava, s’era raddoppiato. Il suo viso di pallido era divenuto livido; gli occhi incavati fiammeggiavano. — Perchè dunque, domandò ella, gli hai offerto di dormire qui? — Ma, rispose Caderousse con un tremito, perchè... perchè non avesse la pena di ritornare a Beaucaire. — Ah! disse la donna con una espressione impossibile a ripetersi, credeva che fosse per un altro fine.

«— Donna, donna! gridò Caderousse, perchè hai simili idee? e perchè, avendole, non le riserbi tutte per te?

«— È lo stesso, disse Carconta dopo un momento di silenzio: tu non sei un uomo. — Come sarebbe a dire? disse Caderousse. — Se fossi stato un uomo, egli non sarebbe uscito di qui. — Donna! — Oppure non arriverebbe a Beaucaire.

«— Donna! — La strada fa un gomito, egli è obbligato di seguire la strada, mentre lungo il canale s’accorcia.

«— Donna! Tu offendi il buon Dio... Tieni, ascolta...

«In fatto s’intese uno spaventoso tuono, nello stesso tempo un lampo rossastro infiammò tutta la sala, mentre il fulmine, decrescendo lentamente, sembrava allontanarsi di mala voglia dalla casa maledetta. — Gesù! disse Carconta segnandosi. — Nello stesso tempo, ed in mezzo a quel silenzio di terrore che ordinariamente succede allo scroscio d’un fulmine, s’intese battere alla porta. Caderousse e sua moglie fremettero, e si guardarono spaventati. — Chi va là? gridò Caderousse alzandosi, e riunendo in un sol monte l’oro ed i biglietti ch’erano sparsi per la tavola, e che coprì con le mani. — Son io, disse una voce. — E chi siete?

«— Eh! per bacco! Giovanni il gioielliere! — Ebbene! che dici ora? riprese Carconta con un terribile sorriso, che io offendeva il cielo? ecco che il cielo pietoso ce lo rimanda!