La dimane verso le due dopo mezzo giorno, una carrozza calesse tirata da due magnifici cavalli inglesi, si fermò davanti alla porta di Monte-Cristo; un uomo vestito con un abito blu, con bottoni di seta dello stesso colore, un gilè bianco sormontato da una enorme catena d’oro, con pantaloni neri, acconciato con capelli talmente neri e che discendevano tanto in basso sulle sopracciglia, da dubitare che non fossero naturali, tanto erano poco in armonia colle rughe sottoposte che non giungevano a nascondere; un uomo finalmente di 50 a 55 anni, e che cercava di dimostrarne 40, cavò la testa del finestrino della carrozza, sullo sportello della quale era dipinta una corona di barone, e mandò il groom a dimandare al portinaro, se il conte di Monte-Cristo era in casa.
Mentre aspettava, quest’uomo osservava con un’attenzione così minuta, che quasi era impertinente, l’esterno della casa, quanto poteva distinguersi dal giardino, e la livrea di quei domestici che si potevano vedere andare e venire. L’occhio n’era vivace, ma piuttosto furbo che spiritoso. Le labbra erano così sottili che in vece di sporgere infuori si ripiegavano in dentro. Finalmente la larghezza e la protuberanza degli zigomi, segno infallibile d’astuzia, la depressione della fronte, il rigonfiamento dell’occipite che sorpassava un paio d’orecchie che non erano punto aristocratiche, contribuivano a dare per ciascun fisonomista un’indole ributtante alla fisonomia di questo personaggio, che molto si raccomandava agli occhi del volgo pei suoi magnifici cavalli, per l’enorme diamante che portava alla camicia, e pel nastro rosso che si estendeva da un capo all’altro della bottoniera dell’abito.
Il groom bussò all’invetriata del portinaro, domandando:
— Non è qui che abita il conte di Monte-Cristo?
— È qui che abita S. E., rispose il portinaro, ma... E consultò con uno sguardo Alì, che fece un segno negativo.
— Ma? domandò il groom.
— S. E. non è visibile, rispose il portinaro.
— In questo caso, ecco il biglietto di visita del mio padrone, il barone Danglars: voi lo consegnerete al conte di Monte-Cristo, e gli direte che andando alla Camera, il mio padrone è passato di qui per avere l’onore di vederlo.
— Io non parlo a S. E., rispose il portinaro, però il cameriere farà l’ambasciata. — Il groom ritornò alla carrozza.
— Ebbene? domandò Danglars. — Il ragazzo, abbastanza svergognato dalla lezione che aveva ricevuta, ripetè al padrone la risposta che gli aveva data il portinaro.