— Oh! sia, signore, e dalla parte della sintassi non vi è niente da dire, ma non è così dal lato della contabilità.

— È che la casa Thomson e French, chiese Monte-Cristo coll’aria più ingenua che avesse potuto assumere, non è a vostro avviso abbastanza sicura, sig. barone? Diavolo! mi spiacerebbe, perchè ho depositati ad essi alcuni capitali!

— Ah! perfettamente sicura, rispose Danglars con un sorriso quasi beffardo, ma la parola illimitato, in materia di finanza, è tanto vaga, che...

— Che è illimitata, n’è vero? disse Monte-Cristo.

— Precisamente questo voleva dire. Ora il vago è dubbio, ed il saggio dice, astienti dal dubbio.

— Che è quanto dire, rispose Monte-Cristo, che se la casa Thomson e French è disposta a fare delle pazzie, la casa Danglars non è disposta a seguirne l’esempio.

— Come ciò, sig. conte.

— Sì senza dubbio, Thomson e French fanno gli affari senza cifre; ma il sig. Danglars ha un limite alle sue; è un uomo saggio, come le diceva poco fa.

— Signore! rispose orgogliosamente il banchiere, nessuno ha ancora fatti i conti alla mia cassa.

— Allora, rispose freddamente Monte-Cristo, sembra che sarò io che comincerò.