— No, riprese sorridendo Monte-Cristo, non mi riconosco questo diritto.

— E chi è dalla signora? il sig. Debray? domandò Danglars con una bonarietà che fece sorridere internamente Monte-Cristo, di già informato dei trasparenti segreti della casa del banchiere.

— Il sig. Debray, sì, sig. barone, rispose il lacchè.

Danglars fece un segno colla testa.

Poi si volse verso Monte-Cristo. — Il sig. Luciano Debray è un nostro antico amico, segretario intimo del ministro dell’interno; in quanto a mia moglie, ella ha derogato sposandomi, perchè appartiene ad un’antica famiglia, era madamigella de Servieres, vedova in prime nozze del colonnello marchese de Nargonne.

— Non ho ancora l’onore di conoscere la sig.ª baronessa Danglars; ma ho di già incontrato il sig. Debray.

— Bah! disse Danglars e dove?

— In casa del sig. de Morcerf.

— Ah! voi conoscete il piccolo visconte, disse Danglars.

— Ci siamo trovati insieme a Roma al tempo del Carnevale.