— Non mi parlate di Marsiglia, Massimiliano, questa sola parola mi ricorda la mia buona madre, quell’angelo che fu compianto da tutti, e che, dopo di avere vegliato sulla sua figlia durante il breve soggiorno in questa terra, veglia ancora su lei, almeno lo spero, dall’alto del suo soggiorno nel cielo. Oh! se la mia povera madre vivesse! Massimiliano, non avrei più nulla a temere; le direi che vi amo, ed ella ci proteggerebbe.

— Ahimè, Valentina, disse Massimiliano, s’ella vivesse, io certamente non vi conoscerei, perchè voi lo avete detto, s’ella vivesse voi sareste felice, e Valentina felice mi avrebbe guardato con isdegno dall’alto della sua grandezza.

— Ah! amico mio, gridò Valentina, questa volta siete voi l’ingiusto... ma ditemi... — Che volete che vi dica? riprese Massimiliano, vedendo ch’essa esitava.

— Ditemi, continuò la giovinetta, in Marsiglia nei tempi passati vi fu mai qualche cagione di dissensioni fra la vostra famiglia e mio padre?

— No, che io sappia, rispose Massimiliano, se non è che vostro padre era un parteggiano zelante dei Borboni, ed il mio un uomo affezionato all’imperatore. Ciò è, a quanto presumo, la sola causa di cattiva intelligenza fra loro. Ma perchè mi fate questa domanda, Valentina?

— Ve lo dirò, riprese la giovinetta, perchè voi dovete sapere tutto. Ebbene era il giorno in cui fu pubblicata nei giornali la vostra nomina di ufficiale della legione d’onore. Noi eravamo tutti nella camera di mio nonno, il sig. Noirtier, e di più vi era ancora il sig. Danglars, quel banchiere i cui cavalli per poco non hanno ucciso mia madre e mio fratello. Io leggeva ad alta voce il giornale a mio nonno, mentre gli altri signori discorrevano fra di loro sul probabile matrimonio fra il Sig. de Morcerf, e la signorina Danglars, allorquando, come diceva, io giunsi al paragrafo che vi concerneva; io era ben felice... ma altrettanto tremante di dover pronunciare ad alta voce il vostro nome, e lo avrei fors’anche omesso, senza il timore che fosse stato male interpretato il mio silenzio; io dunque riunii tutto il mio coraggio e lessi.

— Cara Valentina!

— Ebbene tosto che risuonò il vostro nome, mio padre volse la testa, io era così persuasa, vedete come sono folle! che tutti sarebbero stati colpiti da questo nome come da un fulmine, che credetti di vedere fremere mio padre, ed anche il sig. Danglars, quantunque però sia sicura che fu una mia illusione.

«— Morrel! disse mio padre, fermatevi, ed aggrottò il sopracciglio. Sarebbe mai uno di quei Morrel di Marsiglia, uno di quegli arrabbiati bonapartisti che ci hanno procurato tanto male nel 1815?

«— Sì, rispose il sig. Danglars, credo anzi che sia il figlio dell’antico armatore.