Poi soggiunse. — Questo giovine stordito ha quasi ragione, e ripete ora ciò che ha sentito dire da me molte volte con dolore; perchè madamigella de Villefort, per quanto facciano per distrarla, è di un’indole trista, di un umore taciturno, che spesso nuoce all’effetto della sua bellezza. Ma ella non viene, Edoardo vedete dunque perchè.
— Perchè la cercano dove non è. — Dove la cercano?
— Dal nonno Noirtier. — E credete che non sia là?
— No, no, no, no, no, non v’è, rispose Edoardo.
— E dov’è, se lo sapete, ditelo.
— Ella è sotto il gran marronaio, continuò il cattivo ragazzo offrendo, non ostante le grida di sua madre, delle mosche ancora vive al pappagallo che sembrava molto ghiotto di un tal selvaggiume. — La sig.ª de Villefort stese la mano per suonare, e per indicare alla cameriera ove stava Valentina quando ella stessa entrò. Difatti sembrava trista, e guardandola attentamente si sarebbero potute scorgere nei suoi occhi le tracce delle lagrime. Valentina, che per la rapidità del racconto, abbiamo presentato ai nostri lettori senza farla conoscere, era un’alta e snella figura, di 19 anni, coi capelli castagni chiari, la persona languida, e marcata di quella squisita distinzione che qualificava sua madre; le sue mani bianche ed affilate, il collo d’avorio, le guance ombrate di fuggevoli colori, le davano, a primo aspetto l’aria di quelle belle inglesi, che con molta poesia sono state paragonate nelle loro mosse a dei cigni che si specchino. Ella entrò dunque, e vedendo vicino a sua madre lo straniero di cui aveva tanto inteso parlare, salutò, senza alcuna smorfia di giovinetta, e senza abbassare gli occhi, con una grazia che raddoppiò l’attenzione del conte, il quale si alzò.
— Madamigella de Villefort, mia figliastra, disse la sig.ª de Villefort a Monte-Cristo inchinandosi sul sofà, e mostrando colla mano Valentina.
— Ed il sig. di Monte-Cristo, re della China, imperatore della Cochinchina, disse il ragazzo impertinente lanciando uno sguardo alla sorella.
Questa volta la sig.ª de Villefort impallidì, e quasi si adirò contro questo flagello domestico che rispondeva al nome di Edoardo: ma il conte al contrario sorrise e parve guardasse il fanciullo con compiacenza, il che portò al colmo la gioia e l’entusiasmo della madre. — Ma signora, riprese il conte riannodando la conversazione, e guardando ora la sig.ª de Villefort, ed ora Valentina, è egli possibile che io abbia avuto l’onore di veder voi e madamigella in qualche altro luogo? Or ora di già vi pensava, e quando entrò madamigella, la sua vista è stata un chiarore di più gettato sur una confusa rimembranza; perdonatemi questa parola.
— Non è probabile signore; madamigella de Villefort ama poco la società, e noi usciamo raramente.