— Voi signora, vi fermaste sotto il pergolato di viti; non vi ricordate più che mentre eravate assisa sur un banco di pietra, e mentre, come vi diceva, madamigella de Villefort e vostro figlio erano assenti, di aver parlato lungamente con qualcuno?

— Sì, da vero sì, disse la giovane sposa arrossendo; me ne sovvengo; con un uomo avviluppato in un lungo mantello di lana... con un medico, credo.

— Precisamente signora; quest’uomo era io; abitava da 15 giorni in quell’albergo ove aveva guarito il mio cameriere dalla febbre, ed il mio locandiere dalla itterizia; di modo che era creduto un gran dottore. Noi parlammo lungamente, signora, di cose indifferenti, del Perugino, di Raffaello, delle abitudini, dei costumi, e di quella famosa acqua-tofana di cui alcuni, vi era stato detto, conservavano ancora il segreto a Perugia?

— Ah! è vero, disse vivamente la sig.ª de Villefort, con una certa inquietudine, me ne ricordo.

— Non so più che mi diceste in particolare, signora, riprese il conte con una perfetta tranquillità, ma mi sovvengo benissimo, che dividendo voi pure l’errore generale, che si era sparso sul conto mio, mi consultaste sulla salute di madamigella de Villefort.

— Ma però, signore, voi eravate realmente medico poichè guariste degl’infermi.

— Molière o Beaumarchais vi risponderebbero, signora, che appunto perchè non era medico, non ho potuto guarire i miei malati; ma essi si sono guariti da sè. Mi limiterò a dirvi, che ho studiato molto profondamente la chimica, le scienze naturali, ma soltanto come dilettante.... capite.

In questo momento suonarono le sei. — Sono le sei, disse la sig.ª de Villefort visibilmente agitata; Valentina non andate a vedere se vostro nonno è all’ordine per pranzare? — Valentina si alzò, e salutando il conte, uscì dalla camera senza pronunciare una parola. — Oh! mio Dio! signora, sarebbe mai per colpa mia che licenziate madamigella? disse il conte quando fu partita Valentina.

— No, da vero, rispose vivacemente la giovane sposa; ma questa è l’ora nella quale facciamo fare al sig. Noirtier il suo tristo pasto, che sostiene la sua anche più trista esistenza. Sapete signore, in quale deplorabile stato è il padre di mio marito?

— Sì, signora, il sig. de Villefort me ne ha parlato; credo una paralisi?