— È una sapiente preparazione del mio amico, l’eccellente Adelmonte, e di cui mi ha insegnato a servirmi.

— Oh! disse la sig.ª de Villefort, questo dev’essere un eccellente antispasmodico.

— Sovrano rimedio, signora, lo avete veduto, rispose il conte, ed io ne faccio uso frequentemente, con tutta la prudenza possibile ben inteso, soggiunse egli ridendo.

— Lo credo, in quanto a me, sì nervosa e sì facile a svenirmi avrei bisogno di un dottore Adelmonte per inventarmi dei mezzi di farmi respirare liberamente, e per tranquillarmi sul timore che provo di morire un bel giorno soffocata. Frattanto, siccome è difficile di ritrovar ciò in Francia, e che il vostro amico non sarà disposto a fare per me un viaggio a Parigi, io faccio uso degli antispasmodici del sig. Planch, e la sua menta e le gocce di Hoffman occupano un gran posto in casa mia. Osservate, ecco le pastiglie che mi faccio fare espressamente; sono a dose doppia.

Monte-Cristo aprì la scatola di madreperla che gli presentava la giovane sposa, ed odorò le pastiglie come un’intelligente, capace di apprezzare questa preparazione.

— Esse sono squisite, diss’egli, ma sottomesse alla necessità della deglutizione che spesse volte è una funzione impossibile a farsi da una persona svenuta. Amo meglio il mio specifico.

— Ma certamente io pure lo preferirei, particolarmente dopo gli effetti che ne ho veduti: senza dubbio sarà un segreto, nè son tanto indiscreta da domandarvelo.

— Ma io sono abbastanza galante per offrirvelo.

— Oh! signore.

— Soltanto ricordatevi d’una cosa, ed è che a piccola dose è un rimedio, ad alta dose è un veleno. Una goccia rende la vita, come lo avete veduto, cinque o sei ammazzerebbero infallibilmente ed in un modo tanto più terribile, che disciolte in un bicchier di vino non ne altererebbero momentaneamente il gusto... mi cheto perchè sembrerebbe che avessi l’aria di consigliarvi. — Le sei e mezzo erano suonate, fu annunziato un amico della sig.ª de Villefort che veniva a pranzo da lei. — Se io avessi l’onore di avervi già veduto per la terza o quarta volta, invece d’essere la seconda, avrei pure l’onore d’essere vostr’amica, invece di avere soltanto la fortuna d’esservi obbligata; insisterei perchè rimaneste a pranzo, e non mi lascerei abbattere da un primo rifiuto.