— È in buono stato sig. Morrel, ve ne assicuro. Ecco un viaggio che io vi consiglio di non iscontare per 25mila franchi di guadagno. — Poi come era passata la Torre Rotonda:

— Lesti a caricare le vele dei pennoni, il flocco e la bregantina, — comandò il giovine marinaio. L’ordine venne eseguito quasi colla stessa celerità che sur un bastimento da guerra. — Ammaina, e carica in ogni luogo! — All’ultimo comando tutte le vele si abbassarono, ed il naviglio si avanzò in un modo quasi insensibile, non camminando più che per l’impulso ricevuto. — Ora se voi volete salire, sig. Morrel, disse Dantès, vedendo l’impazienza dell’armatore, ecco qui il vostro scrivano Danglars che esce dal suo camerino, e che vi darà tutte le notizie che potete desiderare; quanto a me bisogna che invigili l’ancoraggio e che metta la nave a lutto. — L’armatore non se lo fe’ ripetere due volte, afferrò una gomena che gli gettò Dantès, e con una sveltezza che avrebbe fatto onore ad un uomo di mare, salì gli scalini inchiodati sporgenti sul fianco del bastimento, mentre che l’altro, ritornando al suo posto di secondo, cedeva la conversazione a colui che aveva annunziato sotto il nome di Danglars, il quale uscendo dal suo gabinetto si avanzava in fatto verso l’armatore. Il sopraggiunto era un uomo di 25 a 26 anni di figura molto cupa, ossequioso verso i suoi superiori, insolente coi sottoposti, cosicchè oltre il suo ufficio di computista, che è di per se stesso un motivo di avversione pei marinari, egli era tanto malveduto dall’equipaggio, quanto al contrario Dantès n’era amato.

— Ebbene? sig. Morrel, disse Danglars, voi sapete già la disgrazia, n’è vero?

— Sì, sì povero capitano Leclerc! era un bravo ed onest’uomo.

— E soprattutto un eccellente uomo di mare, invecchiato fra il cielo e l’acqua, come si conviene ad un uomo incaricato degli affari di una casa così importante, come la casa Morrel e Figlio.

— Ma, disse l’armatore tenendo gli occhi rivolti a Dantès che cercava il punto del suo ancoraggio, ma mi sembra che non faccia d’uopo essere tanto vecchio marinaio quanto voi dite, Danglars, per conoscere ben bene il suo mestiere. Ecco il nostro amico Edmondo che fa il suo, e mi sembra in vero che non ha bisogno di chiedere consigli ad alcuno.

— Sì, disse Danglars gettando su Dantès uno sguardo obliquo in cui balenò un lampo d’odio, sì, questi è giovane, e perciò non teme di nulla. Appena morto il capitano, egli assunse il comando senza consultare alcuno, e ci ha fatto perdere un giorno e mezzo all’Isola d’Elba invece di ripiegare direttamente a Marsiglia.

— Quanto al prendere il comando del naviglio, disse l’armatore, era suo dovere come secondo; quanto al perdere un giorno e mezzo all’Isola d’Elba, egli ha fatto male, a meno che il naviglio non avesse avuto qualche avaria da riparare.

— Il naviglio stava bene come sto io, e come desidero che voi stiate sempre, signor Morrel, e questa giornata e mezzo fu perduta per un capriccio, pel solo piacere di andare a terra.

— Dantès, disse l’armatore volgendosi verso il giovinotto, venite qui.