— Perdono, signore, disse Dantès; io sarò da voi fra un momento. — Poi indirizzandosi all’equipaggio: — Date fondo! diss’egli. L’ancora cadde, e la catena scorse con rumore.

Dantès restò al suo posto, malgrado la presenza del pilota, fino a che fu compita questa manovra, dopo di che: — Abbassate la fiamma a mezz’albero, disse; la bandiera in derno, incrociate le antenne!

— Voi vedete, disse Danglars, egli si crede, sulla mia parola, di già Capitano.

— E lo è difatto, disse l’armatore.

— Sì, sig. Morrel, salva la vostra sottoscrizione e quella del vostro socio.

— Diamine! perchè non lo lascerem noi a tal posto? disse l’armatore, egli è giovine, lo so bene, ma mi sembra atto alla bisogna, e molto esperimentato nel suo mestiere.

Una nube passò sulla fronte di Danglars.

— Perdono, sig. Morrel, disse Dantès avvicinandosi, ora che il bastimento è ancorato, eccomi ai vostri ordini. Voi mi avete, cred’io, chiamato?

Danglars fece un passo indietro.

— Io voleva domandarvi il perchè vi siete fermato all’Isola d’Elba.