— Guarda! disse d’improvviso Alberto, vedendo aprirsi un palco laterale del prim’ordine, la contessa G***.
— E chi è questa contessa G***? domandò Château-Renaud.
— Oh! per bacco, barone, ecco una domanda che non vi perdono; chiedete chi è la contessa G***?
— Oh! è vero, disse Château-Renaud, non è quella graziosa veneziana?
— Precisamente. — In questo momento la contessa G*** s’accorse d’Alberto, e scambiò con lui un saluto accompagnato da un sorriso. — La conoscete, disse Château-Renaud?
— Sì, fece Alberto, le fui presentato a Roma da Franz.
— Vorreste rendermi a Parigi lo stesso favore?
— Ben volentieri.
— Zitti, gridò il pubblico. — I due giovani continuarono la loro conversazione, senza sembrare di menomamente inquietarsi del desiderio che manifestava la platea di sentire la musica.
— Ella era alle corse del Campo di Marte, disse Château-Renaud.