— Sì, ma voi pretendete che sia una principessa... Spero che quando mi vedrà uscire, uscirà anch’egli.
— È possibile, andate. — Vado. — Morcerf salutò ed uscì. Effettivamente al momento che passava davanti al palco del conte, la porta si aprì: il conte disse alcune parole in arabo ad Alì, che stava nel corridore, e prese il braccio di Morcerf: Alì chiuse la porta, e si tenne in piedi davanti ad essa; nel corridoio v’era una riunione di gente avanti al moro. — In verità, disse Monte-Cristo, il vostro Parigi è una strana città, ed i vostri Parigini una popolazione singolare. Si direbbe che questa è la prima volta che vedano un moro; guardate come si affollano intorno a questo povero Alì, che non sa che voglia dir questo. Vi dico però che un Parigino può andare a Tunisi, a Costantinopoli, a Bagdad, al Cairo e non gli faranno cerchio intorno.
— Ciò è perchè i vostri orientali sono persone sensate, e non guardano, che ciò che merita la pena d’essere guardato: ma credetemi, Alì non gode di questa popolarità se non perchè vi appartiene, ed in questo momento voi siete l’uomo di moda.
— Davvero! E chi mi ha procurato questo favore?
— Per bacco voi stesso, voi regalate delle pariglie da migliaia di luigi, salvate la vita alle mogli dei procuratori del re; fate correre sotto il nome del maggiore Black dei cavalli di puro sangue, e dei jockey grossi come formiche; finalmente vincete delle coppe d’oro, e le mandate in regalo a delle belle donne.
— E chi diavolo vi ha raccontato tutte queste fole?
— Per bacco! la prima la sig.ª Danglars, che muore dalla volontà di vedervi nel suo palco, o piuttosto di farvici vedere, la seconda il giornale di Beauchamp; e la terza la mia propria immaginazione. Perchè nominaste il vostro cavallo Vampa se volevate conservare l’incognito?
— Ah! è vero! disse il conte, fu un’imprudenza. Ma ditemi dunque, il conte di Morcerf non viene qualche volta all’Opera? L’ho cercato dappertutto cogli occhi, ma non l’ho scorto da nessuna parte.
— Egli verrà questa sera. — E dove? — Nel palco della baronessa, credo. — Quella graziosa giovane che è con lei è sua figlia? — Sì. — Ve ne faccio i miei rallegramenti.
Morcerf sorrise: — Parleremo di ciò in altro momento, e con particolarità, disse egli. Che ne dite della musica?