— Di quale musica? — Ma... di quella che avete intesa.

— Dico che è bellissima per musica composta da un compositore umano, e cantata da uccelli bipedi, e senza penne come diceva Diogene. Quando voglio sentire della musica quale non è stata mai sentita da orecchio umano dormo.

— Ebbene! qui siete situato a meraviglia; dormite, dormite, l’Opera non è stata inventata per altro scopo.

— No, in verità la vostra orchestra fa troppo rumore, perchè io possa dormire del sonno di cui vi parlo, mi abbisogna calma, silenzio, ed una certa preparazione...

— Ah! il famoso hatchis.

— Precisamente, visconte, quando vorrete sentire della musica venite a cena da me.

— Ma ne ho già inteso venendovi a fare colazione, disse Morcerf.

— A Roma? — Sì. — Ah! sarà stata la guzla di Haydée. Sì la povera esiliata si diverte qualche volta a suonare delle arie del suo paese. — Morcerf non insistè più; dalla sua parte il conte si tacque. In questo momento suonarono i campanelli. — Voi mi scuserete? disse il conte riprendendo la via del suo palco. — Come dunque! — Fate mille complimenti alla Contessa G*** per parte del suo vampiro.

— Ed alla baronessa?

— Le direte che avrò l’onore, se mi permette, di andarle a protestare i miei omaggi nella serata.