Cedant arma togae, interruppe inchinandosi Villefort.

— Io credo che avrei desiderato meglio che voi foste stato un medico, rispose Renata; l’angelo sterminatore per quanto sia un angelo, fa sempre paura.

— Buona Renata! mormorò Villefort accarezzando la giovanetta con uno sguardo di amore.

— Figlia mia, disse il marchese, Villefort sarà il medico morale e politico di questa provincia; ha una bella parte da rappresentare, credetemi.

— E sarà un mezzo di fare dimenticare la parte che ha rappresentata suo padre, soggiunse l’incorreggibile marchesa.

— Signora, riprese Villefort con un mesto sorriso, io ho di già avuto l’onore di dirvi che mio padre aveva, spero almeno abiurati gli errori del tempo passato: che era divenuto un amico zelante della religione e dell’ordine, miglior regio forse di me stesso, poichè egli lo è con pentimento e io non lo sono che con passione. — E dopo questa frase rotonda, Villefort per giudicare dell’effetto della sua facondia, girò intorno lo sguardo sui convitati, come dopo una frase equivalente, avrebbe guardato l’uditorio dal suo seggio in tribunale.

— Ebbene, mio caro Villefort, riprese il conte di Servieux, è appunto ciò che io risposi l’altro giorno alle Tuglierie al ministro della casa del Re che mi domandava conto di questa singolare alleanza fra il figlio di un girondino, e la figlia di un ufficiale dell’esercito di Condè, e il ministro l’ha intesa molto bene. Questo sistema di fusione è pur quello di Luigi XVIII. Così il Re, che senza che noi ce n’accorgessimo, ascoltava la nostra conversazione, c’interruppe, dicendo «Villefort (notate bene che il Re non ha pronunziato il nome di Noirtier, anzi al contrario ha appoggiato su quello di Villefort), Villefort ha dunque detto il Re, farà una bella carriera, è un giovane di già sennato e di mio genio. Ho visto con piacere che il marchese e la marchesa di S. Méran lo prendono per genero, ed io stesso avrei loro consigliata questa alleanza, se non fossero venuti pei primi a chiedermi la permissione di contrattarla».

— Il Re ha detto questo! gridò entusiasmato Villefort.

— Io vi ho riferite le sue stesse parole, e se il marchese vuole essere sincero vi confesserà che ciò che io ho riferito in questo momento coincide perfettamente con quanto il Re disse a lui stesso, son circa sei mesi, quando gli parlò di una proposta di matrimonio fra sua figlia e voi.

— Sì, è vero, disse il marchese.