— In questa faccenda v’è certamente un merlotto.

— In ogni caso non sarem, nè io, nè voi.

— No certamente. — Ebbene allora...

— Poco c’importa, n’è vero?... — Precisamente, ciò voleva dire anch’io, andiamo fino alla fine e sempre uniti.

— Vedrete che son degno di giuocare alla vostra partita.

— Non ne ho dubitato neppur un momento, caro padre.

— Voi mi fate onore, caro figlio.

Monte-Cristo scelse questo momento per entrar nel salotto. Sentendo il rumore dei suoi passi, i due uomini si gettarono nelle braccia l’uno dell’altro, il conte li trovò abbracciati: — Ebbene, marchese, disse egli, sembra che abbiate trovato un figlio a seconda del vostro cuore.

— Ah! conte, la gioia mi soffoca.

— E voi? — Ah! signore, la felicità mi opprime.