Indi fece segno a sua moglie di alzarsi.
— Ora signore, disse la sig.ª de Villefort, aggradite il nostro rispetto. Permettete che Edoardo venga a presentarvi i suoi ossequi? — Erasi convenuto che il vecchio esprimeva la sua approvazione chiudendo gli occhi, ed il suo rifiuto socchiudendoli a più riprese, e quando li alzava al cielo era segno che aveva qualche desiderio da esprimere. Quando chiedeva di Valentina serrava l’occhio dritto; se domandava di Barrois chiudeva l’occhio sinistro. Alla proposizione della sig.ª de Villefort socchiuse vivamente gli occhi.
Questa riconoscendo l’evidente rifiuto si morse le labbra:
— Vi manderò dunque Valentina, disse allora.
— Sì, fece il vecchio chiudendo gli occhi con vivacità.
I signori de Villefort salutarono il vecchio ed uscirono ordinando che si chiamasse Valentina, di già avvisata che avrebbe avuto qualche cosa da fare nella giornata presso il signor Noirtier. Quando uscirono entrava Valentina ancor tutta color di rosa per la emozione provata. Non le fu bisogno che di uno sguardo per capire come soffriva il nonno e quante cose avrebbe avuto a dirle.
— Oh! buon papà, gridò ella, e che cosa ti è dunque accaduto. Ti hanno afflitto, n’è vero, tu sei in collera.
— Sì, fece egli chiudendo gli occhi.
— Contro chi dunque? Contro mio padre?... no, contro la sig.ª di Villefort?... no, contro di me? — Il vecchio fece segno di sì. — Contro di me? riprese Valentina maravigliata.
Il vecchio rinnovò il segno affermativo. — E che cosa ti ho dunque fatto, caro e buon papà? gridò Valentina.