Un colpo d’occhio diretto a Barrois fece uscire il vecchio servitore, che ritornò un momento dopo con una piccola cassetta.

— Permettete che si apra la cassetta? domandò il notaro.

Noirtier fece segno di sì. Fu aperta la cassetta e si ritrovarono le iscrizioni sul Gran Libro per 900 mila fr.

Il primo notaro passò una dopo l’altra ciascuna iscrizione al suo collega: il conto era quello annunziato da Noirtier.

— In realtà è così, diss’egli; ciò dimostra evidentemente che la sua intelligenza è in tutta la forza ed estensione; — indi ritornando al paralitico: — Dunque, voi possedete 900 mila fr. di capitali, che nel modo con cui sono situati devono produrvi circa 40 mila lire di rendita?

— Sì, fece Noirtier.

— A chi desiderate lasciare questa fortuna?

— Oh! disse la sig.ª de Villefort, su ciò non cade dubbio, il sig. Noirtier ama unicamente sua nipote, madamigella Valentina de Villefort: ella ne ha avuto tutta la cura per sei anni; colla sua assiduità ha saputo procurarsi l’affezione di suo nonno, e direi quasi la sua riconoscenza; è dunque giusto che raccolga il premio della sua affezione.

L’occhio di Noirtier sfavillò un baleno, come per far conoscere che non si lasciava facilmente ingannare dal falso assenso dato dalla sig.ª de Villefort alle intenzioni che in lui supponeva. — È dunque a madamigella de Villefort che lasciate 900 mila fr.? — domandò il notaro, che credeva di non aver più altro da fare che registrare questa clausola, ma che però voleva essere ben sicuro dell’assenso di Noirtier, e far constare questo assenso da tutt’i testimoni di questa straordinaria scena. Valentina aveva fatto un passo addietro e piangeva ad occhi bassi. Il vecchio la guardò un momento coll’espressione della più profonda tenerezza; poi voltandosi verso il notaro, socchiuse gli occhi nel modo più significativo.

— No? disse il notaro, come, non costituite vostra erede universale madamigella de Villefort?