— Vedete bene che non mi nascondo.
— Sei ben fortunato, ed io vorrei poter dire altrettanto: ma io mi nascondo, senza contare che aveva timore che tu non mi riconoscessi; ma tu mi hai riconosciuto, aggiunse Caderousse con un cattivo sorriso, sei molto gentile.
— Vediamo, disse Andrea, che vi abbisogna?
— Ah! non mi tratti più in tu! è una cattiva cosa, Benedetto; un antico camerata! guardati, perchè diventerò esigente. — Questa minaccia fece cadere la collera al giovine; il vento della prepotenza vi aveva soffiato sopra.
Egli rimise il cavallo al trotto.
— È male per te stesso, Caderousse, diss’egli, di prendertela in tal modo con un antico camerata, come dicevi tu stesso poco fa; tu sei Marsigliese, io sono...
— Tu lo sai dunque, ciò che ora tu sei?
— No, ma sono stato allevato in Corsica, tu sei vecchio e testardo, io sono giovine e puntiglioso. Fra gente come noi, le minacce sono cattive, e tutto deve combinarsi all’amichevole. È forse mia colpa, se la sorte, che continua ad essere cattiva per te, è al contrario buona per me?
— È dunque buona, la sorte? Non è dunque un groom ad imprestito, non è un tilbury ad imprestito, non sono abiti ad imprestito quelli che abbiamo? Buono! tanto meglio, disse Caderousse con occhi che brillavano di cupidigia.
— Oh! lo vedi bene, e tu lo sai, poichè mi fermi, disse Andrea animandosi sempre più. Se avessi avuto un fazzoletto come il tuo sulla testa, una giacca unta e lacera sulle spalle, e stivali rotti ai piedi non mi avresti riconosciuto.