— Il sig. Cavalcanti padre sarà partito. — Ma il sig. Cavalcanti figlio vi rimane. Volete voi incaricarvi di accompagnarvelo? — Sentite visconte, non lo conosco.
— Non lo conoscete? — No, l’ho veduto per la prima volta tre o quattro giorni sono, e non ne rispondo per niente. — Ma voi però lo ricevete?
— Io, è un’altra cosa; mi è stato raccomandato da un bravo abate, che potrebbe anch’egli essere stato ingannato. Invitatelo direttamente, sta bene, ma non mi chiedete di presentarlo; se in seguito dovesse sposare madamigella Danglars, mi accusereste di maneggio, e vi vorreste tagliar la gola meco; d’altra parte non so se vi andrò io stesso.
— Dove? — Al vostro ballo. — E perchè non ci verrete?
— Primieramente non mi avete ancora invitato.
— Vengo espressamente per portarvi il vostro invito.
— Oh! siete troppo gentile, ma posso esserne impedito.
— Quando vi avrò detta una cosa, sarete abbastanza amabile per sacrificarci tutti i vostri impedimenti.
— Dite. — Mia madre ve ne prega.
— La contessa de Morcerf? riprese Monte-Cristo rabbrividendo.