— Sapete qualche cosa della sua casa d’Auteuil?
— Sì certamente. — Ebbene che ne sapete?
— Domandate con quale scopo l’ha comprata? — Sì.
— Ebbene! il conte è uno speculatore che certamente si rovinerà in esperimenti ed in utopie: egli pretende che ad Auteuil, nelle vicinanze della casa che ha comprato, vi sia una corrente di acqua minerale, che può rivaleggiare con le acque di Bagnères di Luchon, e di Cauterets. Egli vuol fare della sua compra un bad-haus come dicono in Germania: ha già due o tre volte rivoltata tutta la terra del giardino, per ritrovare la famosa corrente d’acqua; e siccome non l’ha potuta scoprire, vedrete che in breve comprerà tutte le case che circondano la sua. Adesso, siccome l’ho con lui, e che spero che nella sua strada di ferro, nel suo telegrafo elettrico, o nella sua speculazione dei bagni possa rovinarsi, lo seguito per godere della sua sconfitta che non può tardare di accadergli, o presto o tardi.
— E perchè l’odiate? domandò il visitatore.
— L’odio, rispose Lord Wilmore, perchè passando in Inghilterra ha sedotto la moglie di uno dei miei amici.
— Ma se l’odiate, perchè non cercate di vendicarvi di lui?
— Mi sono già battuto tre volte col conte, la prima volta alla pistola, la seconda alla spada, la terza allo squadrone: ma la prima volta mi ha rotto un braccio, la seconda mi ha traversato il polmone, la terza mi ha fatto questa ferita.
L’Inglese rivoltò il colletto della camicia che gli saliva fino alle orecchie, e mostrò una cicatrice, il rossore della quale indicava una data recente. — Dimodochè io l’ho con lui sempre più, ripetè l’Inglese, ed egli certamente non morirà che per mia mano. — Ciò era quanto voleva sapere il visitatore, o piuttosto tutto ciò che sembrava sapesse l’Inglese. Egli adunque si alzò, e dopo avere salutato Lord Wilmore, che gli rispose con quella rigidezza e politezza propria degli Inglesi, si ritirò. Dal suo canto, Lord Wilmore, dopo avere inteso chiudersi la porta di strada dietro a lui, rientrò nella camera da dormire, ove con un giro di mano perdette i capelli biondi, le barbette rosse, la falsa mascella, e la cicatrice, per ritrovare i capelli neri, il colorito pallido, ed i denti di perla del conte di Monte-Cristo. È vero altresì che il sig. de Villefort, e non l’inviato del prefetto di polizia, fu quegli che rientrò in casa del sig. de Villefort.