— Quale?

— Non mi presenterete a quei signori, e se domandano di essermi presentati, mi preverrete.

In questo momento il conte sentì una mano posarsi sul suo braccio; si voltò, era Danglars.

— Ah! siete voi, barone? diss’egli.

— Perchè mi chiamate barone? sapete bene che non metto importanza al mio titolo. Non son come voi, visconte, voi ci pretendete, non è vero?

— Certamente, rispose Alberto, perchè se non fossi visconte, non sarei più niente, mentre che voi potreste sacrificare il vostro titolo di barone, e restereste sempre milionario.

— Ch’è il più bel titolo sotto il governo di luglio.

— Disgraziatamente, disse Monte-Cristo, non si è sempre milionari a vita, come si può essere barone, pari di Francia, o Accademico; ne facciano fede i milionari Frank e Poulmann di Francfort che hanno fatto bancarotta.

— Davvero? disse Danglars impallidendo.

— Sulla mia parola, ne ho ricevuta la notizia questa sera da un corriere: aveva qualche cosa, circa un milione, sopr’essi, ma, avvertito in tempo, ne ho fatto esigere il rimborso sarà circa un mese.