— Da voi non è dal conte, mormorò Mercedès, e da che egli è qui, io l’ho esaminato... e non ha ancor preso nulla.
— Il conte è molto sobrio. — Mercedès sorrise tristamente.
— Riavvicinatevi a lui, diss’ella, ed alla prima sottocoppa che passa, insistete. — E perchè, madre mia?
— Fatemi questo piacere, Alberto, disse Mercedès.
Alberto baciò la mano di sua madre, ed andò a situarsi vicino al conte. Passò un’altra sottocoppa carica come le precedenti; ella vide Alberto insistere presso il conte, prendere ancora un gelato e presentarglielo, ma egli rifiutò ostinatamente. — Ebbene! diss’ella, vedete, ha rifiutato.
— Ma in che cosa può preoccuparvi questo?
— Lo sapete, Alberto, le donne sono singolari. Avrei veduto con piacere il conte prendere qualche cosa in casa mia, fosse anche stato un solo grano di melagranata. Del resto forse non saprà adattarsi ai costumi francesi, forse preferirà qualche cosa d’altro.
— Mio Dio! no, l’ho veduto in Italia prendere di tutto; senza dubbio questa sera sarà indisposto.
— Poi, disse la contessa, avendo sempre abitato nei climi ardenti, forse sarà men sensibile a questo caldo.
— Non lo credo, poichè si lagnava di sentirsi soffocare; domandava anzi perchè, avendo già aperte le finestre, non aprano pure le persiane.