— Non siete ammogliato? — Ammogliato! no, rispose Monte-Cristo fremendo, chi ha potuto dirvi ciò?
— Non mi fu detto, ma più di una volta siete stato veduto condurre all’Opera una bella e giovane donna.
— È una schiava che ho comprato a Costantinopoli, la figlia di un principe, della quale ho formato una figlia, non avendo altre affezioni in questo mondo.
— Vivete dunque solo? — Vivo solo.
— Non avete sorelle... figli... padre?... — Non ho alcuno.
— Come potete viver così, senza che niente vi attacchi alla vita?
— Non è mia colpa, signora. A Malta amavo una giovinetta, e stava per isposarla, quando sopraggiunse la guerra e m’involò da lei lontano, rapito come da un turbine. Credetti ch’ella mi avesse amato abbastanza per aspettarmi, per restarmi fedele anche alla tomba. Quando ritornai era maritata. Questa è la storia di tutti gli uomini che sono passati per l’età di vent’anni; aveva forse il cuore più debole degli altri, ed ho sofferto più di quel che avrebbero fatto al mio posto. — La contessa si fermò un momento come se avesse avuto bisogno di fermarsi per potere respirare: — Sì; diss’ella, e quest’amore vi è rimasto nel cuore... Non si ama davvero che una sola volta... Ed avete mai più riveduta questa donna?
— Giammai. — Giammai? — Non son più ritornato nel paese dov’ella era. — A Malta? dunque, ella è a Malta?
— Lo penso.
— E le avete perdonato quanto vi ha fatto soffrire?