Valentina mandò un grido.

— Era la febbre che vi agitava, disse Villefort.

— Dubitatene quanto volete, io però son sicura di quel che vi dico. Ho veduta un’ombra bianca, ed ho inteso rimescolare entro al mio bicchiere... prendete, quello stesso che è lì, lì, sulla tavola.

— Oh! buona mammà, quest’era un sogno.

— Era tanto poco un sogno, che ho steso la mano verso il campanello, ed a questo gesto l’ombra disparve. La cameriera entrò allora con un lume.

— Ma avete veduto qualcuno?

— I fantasmi non si mostrano che a quelli che devono vederli: era l’anima di mio marito. Ebbene, se l’anima di mio marito ritorna per chiamarmi, perchè non dovrà ritornare per difendere mia nipote? Il vincolo è ancor più diretto mi sembra.

— Oh! signora, non date pascolo a queste lugubri idee; voi vivrete lungamente felice, amata, onorata, e vi faremo dimenticare...

— Giammai! giammai! Quando ritorna il sig. d’Épinay?

— Lo aspettiamo da un momento all’altro.