Il notaro discendeva, e vennero a prevenir Valentina che sua nonna era sola. — Salite, diss’ella al dottore. — E voi?

— Non ho coraggio, ella mi aveva proibito di mandarvi a chiamare; poi come dite, io stessa sono molto agitata, febbricitante, e mal disposta; vado invece a fare un piccolo giro nel giardino per rimettermi. — Il dottore strinse la mano a Valentina, e, mentre ch’ei saliva alla nonna, la giovinetta discendeva dalla scalinata. Non abbiamo bisogno di dire qual fosse la parte di giardino favorita a Valentina. Dopo aver fatto due o tre giri sul praticello che circondava la casa, dopo aver raccolto una rosa per metterla alla cintura, o nei capelli, s’inoltrava sotto il viale ombroso che conduceva al banco, poi dal banco andava al cancello.

Questa volta Valentina fece, secondo la sua abitudine, due o tre giri in mezzo ai fiori, ma senza raccoglierli; il lutto del cuore, che non aveva avuto ancora il tempo di estendersi sulla sua persona, rigettava questo semplice ornamento; indi s’incamminò verso il viale. A seconda che si inoltrava, le parve sentire una voce che pronunziasse il suo nome. Ella si fermò maravigliata. Questa volta la voce giunse più distinta al suo orecchio, ed ella riconobbe esser quella di Massimiliano.

LXXII. — LA PROMESSA.

Era in fatto Morrel che dalla sera innanzi non viveva più: con quell’istinto particolare agli amanti, ed alle madri, aveva indovinato, che in seguito di questo ritorno della sig.ª di Saint-Méran, e della morte del marchese, succedeva qualche cosa in casa di Villefort che interessava il suo amore per Valentina.

Come si vedrà, i suoi presentimenti si erano avverati; non era più una semplice inquietudine quella che lo conduceva così sconvolto e tremante al cancello dei marroni.

Ma Valentina non era prevenuta dell’aspettativa di Morrel, questa non era l’ora in cui ordinariamente vedevansi, e fu un puro caso, o se si vuol meglio, una fortunata simpatia che la condusse al giardino. Quando ella comparve, Morrel la chiamò: ella accorse al cancello.

— Voi a quest’ora? diss’ella.

— Sì, vengo a cercare ed a portare cattive notizie.

— È dunque la casa dell’infortunio? parlate, ma in verità, la somma dei dolori è già sufficiente.