— Vi dico ciò, come un uomo che vi ammira, madamigella!

— Madamigella, gridò Valentina: oh egoista! egli mi vede alla disperazione, e finge di non capirmi.

— V’ingannate, anzi vi capisco perfettamente. Voi non volete contrariare il sig. de Villefort, non volete disobbedire alla marchesa, e domani sottoscriverete il contratto che deve unirvi a vostro marito.

— Ma, mio Dio! posso fare altrimenti?

— Non bisogna appellarsene a me, perchè sono un cattivo giudice in questa causa, ed il mio egoismo mi accecherà.

— Che mi avreste dunque proposto, Morrel, se mi aveste ritrovata disposta ad accettare la vostra proposizione? sentiamo, rispondete, non si tratta di dire «fate male», si tratta di dare un consiglio.

— Mi dite ciò seriamente, Valentina? e devo io darvi questo consiglio, dite?

— Certamente, caro Massimiliano, perchè se è buono, io lo seguirò: sapete bene che mi sono interamente data alle mie affezioni.

— Valentina, disse Morrel compiendo di staccare un’asse di già sconnessa; ho la testa sconvolta, vedete bene, da un’ora le idee più insensate hanno percorso una per volta nel mio spirito. Oh! nel caso che rifiutaste il mio consiglio...

— Ebbene! questo consiglio?