— La vostra risoluzione si è forse cambiata, Valentina?

— Non può cambiarsi, infelice! voi ben lo sapete!

— Allora, addio, Valentina!

Questa scosse il cancello con una forza di cui non si sarebbe creduta capace, e siccome Morrel si allontanava, passò le due mani attraverso le sbarre, e congiungendole contorcendosi le braccia:

— Che andate a fare? voglio saperlo! dove andate?

— Oh! siate tranquilla, disse Massimiliano fermandosi a tre passi dalla porta; la mia intenzione non è di rendere un altro uomo garante dei rigori che la sorte riserba a me solo. Un altro minaccerebbe di andare a trovare Franz, provocarlo, e battersi con lui; tutto ciò sarebbe da insensato. Che ha che fare il sig. Franz con tutto ciò? egli mi ha veduto questa mattina per la prima volta, ha già dimenticato di avermi veduto; non sapeva neppure che io esistessi quando furono fatte le convenzioni fra le vostre due famiglie, per mezzo delle quali fu risoluto che voi due sareste stati l’una dell’altro: non ho dunque che fare col sig. Franz, e, ve lo giuro, non me la prenderò con lui.

— Ma con chi ve la prenderete? con me?

— Con voi, Valentina? oh! Dio me ne guardi! la donna è sacra!

— Con voi stesso allora: disgraziato, con voi stesso.

— Sono io il colpevole, n’è vero? disse Morrel.