Allora disse a sè stesso, che era giunta l’ora di partire, che le nove erano effettivamente l’ora della sottoscrizione del contratto, ma che, secondo ogni probabilità, Valentina non aspetterebbe questa inutile sottoscrizione; per conseguenza, Morrel, dopo essere partito dalla strada Meslay alle otto e mezzo del suo orologio, entrò nel recinto quando le otto suonavano a S. Filippo di Roule. Poco a poco cadde il giorno.
Allora Morrel uscì dal nascondiglio, e col cuore palpitante venne a guardare alle fenditure del cancello; non v’era ancora alcuno.
Suonarono le otto e mezzo.
Una mezz’ora passò nell’aspettare; Morrel passeggiava in lungo ed in largo, quindi, ad intervalli sempre più vicini, veniva ad applicare l’occhio alle assi.
Il giardino si oscurava sempre più, ma nella oscurità cercava invano la veste bianca, nel silenzio ascoltava inutilmente il romore dei passi.
La casa, che si scuopriva attraverso il fogliame restava tetra, e non presentava alcuno dei caratteri di una casa che si apre per un avvenimento tanto importante, quanto lo è la sottoscrizione di un contratto di matrimonio.
Morrel consultò l’orologio che suonò le nove e tre quarti, ma quasi subito dopo lo stesso suono dell’orologio già inteso due o tre volte ratificò l’errore della sua ripetizione e suonò le nove e mezzo.
Era già mezz’ora di aspettativa di più di quel che aveva fissato la stessa Valentina: ella aveva detto le nove, anzi piuttosto prima che dopo.
Questo fu il momento più terribile pel cuore del giovine, sul quale ciascun secondo cadeva come un martello di piombo. Il più debole rumore di foglie, il più piccolo soffio di vento chiamava la sua attenzione, e faceva spuntare il suo freddo sudore; allora, tutto tremante, accomodava la scala, e, per non perder tempo, metteva il piede sul primo scalino. In mezzo a queste alternative di timore e di speranze, in mezzo a questi stringimenti di cuore, suonarono le dieci all’orologio della chiesa.
— Oh! mormorò Massimiliano con terrore, è impossibile che la sottoscrizione di un contratto duri così lungamente, a meno che avvenimenti imprevisti non sian sopraggiunti, ho misurato tutte le possibilità, calcolato il tempo di durata di tutte le formalità, è dunque accaduta qualche cosa.