— Al contrario, mio padre, io ne sono incantato; era soltanto così lontano, ve lo confesso, di attendere una vostra visita, che essa mi ha in qualche modo stordito.

— Ma, mio caro amico, rispose Noirtier sedendosi, mi sembra che io potrei dirvi altrettanto. Come! voi mi annunziate i vostri sponsali a Marsiglia per il giorno 28 Febbraio, e il 4 Marzo siete a Parigi?

— Se io vi sono, padre mio, disse Gherardo avvicinandosi a Noirtier, non ve ne lamentate; perchè è per voi che io sono qui venuto, e il mio viaggio forse vi salverà.

— Ah! davvero! disse Noirtier allungandosi con noncuranza sulla seggia su cui si era assiso; davvero! contatemi dunque com’è, signor magistrato, ciò dev’esser curioso.

— Padre mio, voi dovete certamente avere inteso parlare di un complotto bonapartista che tiene le sue riunioni nella strada S. Jacques?

— N. 35, sì; io ne sono il vice-presidente.

— Padre mio! la vostra pacatezza mi fa fremere.

— Che vuoi tu, mio caro, quand’uno è stato proscritto dai montanari, quando uno è uscito da Parigi in una carretta di fieno, quando uno è stato attorniato nelle lande di Bordeaux dagli sgherri di Robespierre, ha per sè buone ragioni di guerra. Ma continuate adunque. Ebbene? che è accaduto in questa riunione della strada S. Jacques?

— È accaduto che vi si fece venire il generale d’Épinay, e che il generale Épinay uscito a nove ore di sera da casa sua, fu ritrovato il domani nella Senna.

— E chi vi ha raccontata questa bella storia?