— Il Re stesso, signore!
— Ebbene! in compenso della vostra storia vi darò una notizia.
— Padre mio, io credo di saper già ciò che volete dirmi!
— Ah! voi sapete lo sbarco di Sua Maestà l’Imperatore.
— Silenzio, padre mio, ve ne prego, prima per voi e poi per me; sì, io sapeva questa notizia, e la sapeva ancora prima di voi, poichè è da tre giorni che io volo su la strada da Marsiglia a Parigi, colla rabbia di non poter lanciare, a duecento leghe innanzi a me il pensiero che mi bruciava il cervello.
— Sono tre giorni! ma siete pazzo? tre giorni fa l’Imperatore non era ancora sbarcato.
— Non importa, io sapeva il suo disegno.
— E come?
— Per mezzo di una lettera che vi era stata indirizzata dall’isola d’Elba, e che io ho sorpresa nel portafoglio di un messaggiero. Se questa lettera fosse andata nelle mani di un altro, a quest’ora, padre mio, voi forse sareste moschettato.
Il padre di Villefort si mise a ridere.