Morrel la guardò con meraviglia. — Ora, diss’ella, non vi è più che una uscita sicura e permessa, ed è quella dello appartamento del mio nonno. — Ella si alzò: — Venite.
— E dove? domandò Massimiliano. — Da mio nonno.
— Io, dal sig. Noirtier? — Sì.
— Pensateci bene, Valentina.
— Vi penso, e da lungo tempo. Non ho più che questo amico al mondo, ed entrambi abbiam bisogno di lui.
— State attenta, Valentina, disse Morrel esitando a fare ciò che gli ordinava la giovinetta, state attenta, la benda mi è caduta dagli occhi. Venendo qui, ho commesso un atto di pazzia. Avete voi stessa tutta la vostra ragione, cara amica.
— Sì, disse Valentina, e non ho che uno scrupolo al mondo, quello di lasciar soli questi ultimi avanzi della mia povera nonna, che mi sono incaricata di vegliare.
— Valentina, disse Morrel, la morte è sacra per sè stessa.
— Sì, rispose la giovinetta; d’altra parte sarà per poco, venite. — Valentina traversò il corridoio, e discese una piccola scala che conduceva dal sig. Noirtier. Morrel la seguiva in punta di piedi. Giunti sul piano dell’appartamento ritrovarono il vecchio domestico.
— Barrois, disse Valentina, chiudete la porta, e non lasciate entrare nessuno.