— Siate tranquillo, signore, rispose Villefort; non sarà in casa mia, che verranno noncurate le convenienze. Madamigella de Villefort potrà ritirarsi, durante i tre mesi voluti, nella sua terra di Saint-Méran, io dico sua terra, perchè da oggi questa proprietà è sua. Là, fra otto giorni, se voi lo volete senza romore, senza lusso, senza fasto, sarà concluso il matrimonio civile. Era un desiderio della signora di Saint-Méran che sua nipote si maritasse in quella terra; concluso il matrimonio, signore, voi potrete ritornare a Parigi mentre che vostra moglie passerà il tempo del lutto colla sua matrigna.
— Come vi piacerà, signore, disse Franz.
— Allora, riprese il sig. de Villefort, abbiate la pena di aspettare un poco che fra una mezz’ora Valentina discenderà nel salotto. Manderò a cercare Deschamps; noi leggeremo e firmeremo il contratto in una sola seduta, e fino da questa sera, la signora de Villefort condurrà Valentina nella sua terra, ove fra otto giorni noi anderemo a raggiungerla.
— Signore, disse Franz, io ho una domanda a farvi.
— E quale?
— Io desidero che Alberto de Morcerf, e Raoul di Château-Renaud siano presenti a questa sottoscrizione; voi sapete che questi sono i miei due testimoni.
— Una mezz’ora basta a prevenirli; volete voi andare a cercarli da voi stesso, o volete mandarli a cercare?
— Preferisco l’andarvi da me, signore.
— Vi aspetto dunque fra una mezz’ora, e fra una mezz’ora Valentina sarà pronta.
Franz salutò il sig. de Villefort, e sortì.