Appena la porta di strada fu chiusa dietro al giovine, Villefort mandò a prevenire Valentina che doveva discendere nel salotto fra una mezz’ora perchè si aspettavano il notaro, e i testimoni del sig. d’Épinay.
Questa notizia inaspettata produsse una gran sensazione nella famiglia. La sig.ª de Villefort non voleva crederci, e Valentina ne rimase atterrata come da un colpo di fulmine.
Ella guardò intorno a sè, come per cercare a chi poteva domandare soccorso.
Ella volle discendere da suo nonno; ma incontrò per la scala il sig. de Villefort, che la prese per un braccio, e la condusse in salotto.
Nell’anticamera Valentina incontrò Barrois, e gettò al vecchio servitore uno sguardo di disperazione.
Un istante dopo di Valentina, la signora de Villefort entrò in salotto col piccolo Edoardo. Era visibile che la giovane sposa aveva avuta una gran parte sui dispiaceri di famiglia; ella era pallida, e sembrava orribilmente stanca.
Ella si assise, prese Edoardo sulle sue ginocchia, e di tratto in tratto comprimeva con movimenti quasi convulsivi contro il suo petto questo fanciullo, sul quale sembrava concentrarsi tutta intera la sua vita.
Ben presto s’intesero due carrozze entrare nel cortile.
Una era quella del notaro, l’altra quella di Franz con i suoi amici.
In un istante tutti si riunirono nel salotto.