Valentina era così pallida, che si vedevano delinearsi le vene blu delle sue tempie intorno ai suoi occhi, e scorrere lungo le sue guance.
Franz non potè esimersi dal provare una forte emozione.
Château-Renaud e Alberto, si guardavano con meraviglia; la cerimonia che stava per cominciare, non era men trista di quella che da poco era finita.
La signora de Villefort si era situata all’ombra, dietro una tenda di velluto, e siccome era sempre inchinata sopra suo figlio, era difficile di leggere sul suo viso ciò che accadeva nel suo cuore.
Il sig. de Villefort era, come sempre, impassibile.
Il notaro dopo avere, col metodo ordinario alle persone legali, distribuite sulla tavola le carte, avea preso posto sul suo seggio, e dopo avere inalzati i suoi occhiali, si voltò verso Franz:
— Siete voi il sig. Franz de Quesnel, barone d’Épinay? domandò egli, quantunque lo sapesse perfettamente.
— Sì, signore, rispose Franz.
Il notaro gli fece un inchino.
— Debbo dunque prevenirvi, signore, diss’egli, e ciò per parte del sig. de Villefort, che il vostro matrimonio progettato con madamigella de Villefort, ha fatto cambiare le disposizioni testamentarie del signor de Noirtier verso sua nipote, e che egli aliena interamente la fortuna che le doveva trasmettere. Sollecitiamo di aggiungere, continuò il notaro, che il testatore non avendo il diritto di alienare che una sola parte della sua fortuna, e che avendo alienato tutto, il testamento non resisterà agli attacchi, e sarà dichiarato nullo, e come non avvenuto.