— È impossibile, disse il procuratore del re; d’altronde il sig. d’Épinay non può in questo momento lasciare il salotto.
— È precisamente in questo momento, riprese Barrois colla stessa fermezza, che il sig. Noirtier mio padrone desidera parlare di affari importanti al sig. Franz d’Épinay.
— Parla adunque adesso il mio nonno Noirtier? domandò Edoardo con la sua abituale impertinenza.
Ma questo lazzo non fece ridere neppure la sig.ª de Villefort, tanto gli spiriti erano preoccupati, tanto la situazione sembrava solenne.
— Dite al sig. Noirtier, riprese Villefort, che ciò ch’egli domanda non si può fare.
— Allora il sig. Noirtier previene questi signori, riprese Barrois, che si farà subito portare lui stesso nel salotto.
Lo stupore era al colmo.
Una specie di sorriso si disegnò sul viso della signora de Villefort. Valentina, quasi senza suo consenso, alzò gli occhi al soffitto per ringraziare il cielo.
— Valentina, disse il sig. de Villefort, andate un poco a sentire, vi prego che cosa è questa nuova fantasia di vostro nonno.
Valentina fece prestamente qualche passo per sortire, ma il sig. de Villefort cambiò di avviso.