Valentina non potè stare dal volgere uno sguardo su Franz; il giovine era veramente bello nel suo entusiasmo.

Villefort passeggiava dietro a lui in lungo ed in largo.

Noirtier seguiva cogli occhi l’espressione di ciascuno, e conservava la sua attitudine degna e severa.

Franz ritornò al manoscritto e continuò:

«— Signore, disse il presidente, vi si pregò di portarvi nel seno dell’assemblea, e non vi si strascinò per forza; vi si propose di farvi bendar gli occhi, voi accettaste. Quando voi avete acconsentito a questa doppia domanda, voi sapevate benissimo che noi non ci occupavamo di assicurare il trono di Luigi XVIII, senza di che non ci saressimo prese tante premure di nasconderci alla polizia. Ora, voi lo capirete, sarebbe troppo comodo di potersi mettere una maschera col mezzo della quale sorprendere il segreto delle persone, e non avere poi altro da fare che togliersi questa maschera per perdere quelli che si sono in voi fidati. No, no, voi per primo dovrete dire francamente se siete pel re che a caso ora governa, o per Sua Maestà l’imperatore.

«— Io sono realista, rispose il generale, io ho fatto giuramento a Luigi XVIII, io manterrò il mio giuramento.

«Queste parole furono seguite da un mormorio generale, e potevasi scorgere dallo sguardo di molti dei membri che componevano il club, ch’essi discutevano il modo di far pentire il sig. d’Épinay di queste imprudenti parole.

«Il presidente si alzò di nuovo e impose silenzio.

«— Signore, diss’egli, voi siete un uomo troppo sensato per non comprendere le conseguenze della situazione in cui noi ci troviamo gli uni in faccia agli altri, e la vostra stessa franchezza ci detta le condizioni che ci rimangono a farvi. Voi dunque dovete giurare sul vostro onore di non rivelar niente di tutto ciò che avete veduto ed inteso.

«Il generale portò la mano alla sua spada e gridò: