Franz continuò:
«Si era, come abbiamo detto, ai cinque di Febbraio. Da tre mesi gelava a cinque o sei gradi; la scalinata era tutta ricoperta di ghiaccio; il generale era grosso e grande, il presidente gli additò la parte del declive per discendere.
«I due testimoni seguivano dietro.
«Faceva una notte oscura, il terreno della scala alla riviera era umido di neve e di brina, si vedeva l’acqua scorrere, nera, profonda, e trasportava dei massi di ghiaccio.
«Uno dei testimoni andò a trovare una lanterna in un battello da carbone, ed al chiarore di questa lanterna furono esaminate le armi.
«La spada del presidente, ch’era semplicemente, com’egli aveva detto, la spada che portava nella canna, era cinque pollici più corta di quella del suo avversario, e non aveva guardia.
«Il generale d’Épinay propose di tirare a sorte le due spade; ma il presidente rispose ch’era egli che aveva provocato, e che nel provocare aveva preteso che ciascuno si servisse delle proprie armi.
«I testimoni tentarono d’insistere; il presidente impose loro silenzio.
«Fu posta la lanterna in terra, i due avversari si misero ai due lati: cominciò il combattimento.
«La luce faceva delle due spade due lampi. Quanto agli uomini era molto se appena si discernevano, tanto era fitta la oscurità di quella notte.