Danglars si avanzò tosto alla porta di comunicazione e l’aprì.
Si videro allora le due giovinette assise sul medesimo seggio davanti il medesimo piano. Esse suonavano ciascuna con una mano, esercizio al quale si erano abituate per fantasia, e nel quale erano riuscite di una valentia rimarchevole.
Madamigella d’Armilly, che allora si scorgeva, formava, con Eugenia, mercè l’inquadratura della porta, uno di quei quadri vivi come se ne fa spesso in Germania; era di una bellezza molto rimarchevole, o piuttosto di una gentilezza squisita. Era una piccola donna sottile e bionda come una fata, con due gran mazzi di ricci che cadevano sul suo collo, un poco troppo lungo, a guisa di quello che il Perugino qualche volta dà alle sue figure, e gli occhi velati dalla fatica. Si diceva che ella avesse il petto debole, e che come Antonia, del Violino di Cremona, sarebbe morta un giorno cantando.
Monte-Cristo introdusse uno sguardo rapido e curioso in quel gineceo; era la prima volta che vedeva madamigella d’Armilly di cui aveva inteso parlare tanto spesso in quella casa.
— Ebbene! domandò il banchiere a sua figlia, noi altri dunque siamo esclusi?
Allora condusse il giovine nella piccola sala e, fosse caso o arte, la porta fu respinta dietro Andrea in modo che, dal luogo ove erano seduti Monte-Cristo e la baronessa, non si potesse vedere niente. Ma siccome il banchiere aveva seguito Andrea, la signora Danglars non parve rimarcare questa circostanza.
Poco dopo il conte intese la voce d’Andrea mettersi in accordo col piano, accompagnando una canzone corsa.
Nel mentre che il conte ascoltava sorridendo questa canzone, che gli faceva dimenticare Andrea per ricordarsi di Benedetto, la signora Danglars vantava a Monte-Cristo la forza di animo di suo marito, che in quella mattina ancora aveva perduto tre o quattrocento mila fr. in un fallimento milanese.
E difatto, l’elogio era meritato; perchè, se il conte non lo avesse saputo dalla baronessa, o da uno di quei mezzi che forse aveva per sapere tutto, la figura del barone non ne avrebbe dato il più piccolo indizio.
— Buono! pensò Monte-Cristo, egli è già arrivato al punto di dover tenere nascosto ciò che perde; un mese fa, egli se ne vantava.