— Osservate, disse Alberto, eccolo che si avvicina a voi; vado a fare i miei complimenti a madamigella Danglars sul suo cameo, così il padre avrà il tempo di parlarvi.
— Se le fate dei complimenti, fateli almeno sulla sua voce, disse Monte-Cristo.
— No, ciò è quello che fanno tutti.
— Mio caro Visconte, avete la fatuità dell’impertinenza.
Alberto si avanzò verso Eugenia col sorriso sulle labbra.
In questo frattempo Danglars si accostò all’orecchio del conte: — Voi mi avete dato un eccellente consiglio, diss’egli. V’è una intera ed orribile storia sopra queste due sole parole, Fernando e Giannina.
— Ah! bah! fece Monte-Cristo.
— Sì, vi racconterò tutto, ma conducete via il giovine; sarei troppo impacciato di restare ora con lui.
— È ciò che faccio, egli mi accompagna. Ora è sempre necessario che vi mandi il padre?
— Sì, più che mai. — Bene. — Il conte fece un segno ad Alberto. Entrambi salutarono le signore ed uscirono: Alberto con un’aria perfettamente indifferente pel disprezzo di madamigella Danglars; Monte-Cristo rinnovando alla sig.ª Danglars il consiglio sulla prudenza che deve avere la moglie di un banchiere di assicurarsi il suo avvenire.