Monte-Cristo si voltò ad Haydée, e con un segno di sopracciglio, col quale le indicava di accordare la più grande attenzione alla raccomandazione che stava per farle, le disse in greco:

— Raccontaci la sorte di tuo padre, ma guardati dal nominare nè il traditore nè il tradimento.

Haydée mandò un lungo sospiro, ed una tetra nube passò su quella fronte sì pura.

— Che le avete detto? domandò sottovoce Morcerf.

— Le ho ripetuto che siete un amico, e ch’ella non ha a nascondersi in faccia vostra.

— Così, il vostro pietoso pellegrinaggio, disse Alberto, a pro dei prigionieri è la prima rimembranza; e l’altra?

— L’altra? Io mi veggo sotto l’ombra dei sicomori vicina ad un lago: scorgo ancora, a traverso il fogliame, lo specchio tremolante; contro il più vecchio e fronzuto, mio padre era assiso sopra cuscini, ed io, debole creatura, mentre che mia madre era stesa ai suoi piedi, scherzava colla sua barba bianca, che gli discendeva sul petto, e col cangiar dalla impugnatura di diamanti, che gli pendeva dalla cintura; indi di tempo in tempo venivano a lui degli Albanesi che gli dicevano alcune parole cui non facevo attenzione, ed alle quali egli rispondeva sempre collo stesso tuono di voce: Uccidete! o Fate grazia!

— È strano, disse Alberto, l’udire simili cose dalla bocca di una giovanetta in tutt’altro luogo che sul teatro, ed il dover dire a sè stesso: «Questa non è una finzione.» E, domandò egli, come con un orizzonte così poetico, come con queste rimembranze meravigliose ritrovate la Francia?

— Credo che sia un bel paese, disse Haydée, ma vedo la Francia tale quale è, perchè la vedo con gli occhi di donna, mentre che, mi sembra, al contrario, che non ho veduto il mio paese che con gli occhi di fanciulla, e sempre avvolto da una nebbia tetra o luminosa, a seconda che le mie rimembranze mi rappresentano la mia patria, o come un luogo di dolcezze, o come un luogo di amari patimenti.

— Così giovane, signora, disse Alberto, cedendo suo malgrado alla forza della leggerezza, in che modo avete potuto soffrire? — Haydée volse gli occhi verso Monte-Cristo il quale con un segno impercettibile mormorò: — Eipè (racconta).