— Come volete voi che ciò avvenga? disse Dantès: io non so neppure ciò che ho portato, e l’Imperatore non mi ha fatto che quelle interrogazioni che avrebbe dirette a chiunque. Ma perdono! riprese Dantès, ecco la Sanità e la Dogana che giungono: Voi permettete, n’è vero?
— Fate fate, mio caro Dantès.
Il giovinotto si allontanò, ed a misura ch’egli si allontanava, Danglars si accostava. — Sembra, diss’egli che abbia addotto buone ragioni sulla sua sosta a Porto Ferrajo?
— Eccellenti, mio caro Danglars.
— Ah! tanto meglio rispose questi, poichè è sempre cosa dispiacevole di vedere un camerata che non fa il proprio dovere.
— Dantès ha fatto il suo, rispose l’armatore, e non v’è nulla che dire. Fu il capitano Leclerc, che gli ordinò questa sosta.
— A proposito del capitano Leclerc, vi ha egli rimessa una sua lettera?
— A me? no. Ne aveva egli dunque?
— Io mi credeva che oltre il piego, il capitano Leclerc gli avesse confidata questa lettera.
— Di qual piego intendete voi parlare?