— No signore, sospendo la mia risoluzione, ecco tutto.

— Ma non avrete però la pretensione, credo, che mi abbia a sottoscrivere ai vostri capricci, al punto d’aspettare tranquillamente ed umilmente il ritorno del vostro favore?

— Allora sig. conte, se non potete aspettare, consideriamo i nostri disegni come non fatti.

Il conte si morse le labbra fino al sangue per non irrompere, come lo avrebbe portato a fare la sua indole superba ed irritabile: però, conoscendo che in simile congiuntura il ridicolo sarebbe caduto dalla parte di lui, aveva già cominciato ad accostarsi alla porta del salotto, allorchè, pentendosi, ritornò addietro. Una fosca nube era passata sulla sua fronte, lasciandovi invece di offeso orgoglio una vaga inquietezza. — Vediamo, diss’egli, caro Danglars, noi ci conosciamo da molti anni, e per conseguenza dobbiamo averci dei riguardi l’un per l’altro. Voi mi dovete una spiegazione, ed è che almeno io sappia a qual disgraziato avvenimento mio figlio debba la perdita delle vostre buone intenzioni a suo vantaggio.

— Non è un affare personale al visconte, ecco tutto ciò che posso dirvi, rispose Danglars, che ritornava impertinente vedendo Morcerf addolcirsi.

— Ed a chi dunque è personale? domandò con voce alterata Morcerf, la cui fronte si coprì di pallore.

Danglars al quale non isfuggiva veruno di questi sintomi, fissò su lui uno sguardo più sicuro di quello che non era solito di fare: — Ringraziatemi, se non mi spiego maggiormente, diss’egli.

Un tremito nervoso, che senza dubbio veniva dalla collera trattenuta, agitava Morcerf:

— Ho il diritto, rispose questi facendo un violento sforzo su se stesso, di esigere che vi spieghiate: è dunque contro la sig.ª de Morcerf che avete qualche cosa? È la mia fortuna che non è sufficiente? Son forse le mie opinioni, che essendo contrarie alle vostre...

— Niente di tutto queste, signore, disse Danglars; sarei imperdonabile, perchè mi sono impegnato conoscendo tutto ciò. No, non cercate di più, son mortificato di costringervi a fare questo esame di coscienza; fermiamoci qui, credetemi. Prendiamo un termine medio di dilazione, che non sia nè una rottura, nè un impegno. Niente ne sollecita; mio Dio! mia figlia ha 17 anni, e vostro figlio ventuno. Nella nostra fermata il tempo passerà; condurrà gli avvenimenti, le cose che sembrano oscure oggi, possono divenir chiare domani; qualche volta con una parola in un giorno cadono le più crudeli calunnie.