— Voi? e per far che? — Per battermi, per bacco!
— Sì, capisco bene, ma a cagione di che? Ci si batte per tante cause, capite bene.
— Per causa d’onore.
— Ah! quest’è serio.
— Tanto serio, che vengo a pregarvi di farmi un favore.
— E quale? — Quello di essere mio testimonio.
— Allora ciò diventa grave, non ne parliamo qui; ritorniamo a casa mia. Alì, dammi dell’acqua.
Il conte rovesciò le maniche, e passò nel piccolo vestibolo che precedeva il luogo del bersaglio, ed ove coloro che tiravano avevano l’abitudine di lavarsi le mani.
— Entrate dunque, sig. visconte, e vedete una cosa singolare, disse a bassa voce Filippo ad Alberto.
Morcerf entrò. Sulla placca del bersaglio invece di esservi attaccati i segni, vi erano incollate delle carte da gioco.