— Vedete ch’io sono perfettamente tranquillo.
— Con chi volete battervi? — Con Beauchamp.
— Uno dei vostri amici! — È sempre con amici che uno si batte. — Ma vi vuole almeno una ragione.
— E ne ho una. — E che vi ha fatto?
— Vi è nel suo giornale di ieri sera... Ma prendete, leggete. — Alberto stese a Monte-Cristo un giornale ove lesse queste parole;
«Ci scrivono da Giannina: — Un fatto fin qui ignorato, o per lo meno inedito, è giunto a nostra conoscenza: le fortezze che difendevano la città sono state vendute ai Turchi da un uffiziale francese, nel quale il Visir Alì-Tebelen aveva riposta tutta la sua confidenza, e che si chiamava Fernando».
— Ebbene! disse Monte-Cristo, e che cosa vi è che vi urti? che importa a voi che i forti di Giannina siano stati venduti da un uffiziale francese per nome Fernando?
— M’importa, perchè mio padre, il conte de Morcerf, si chiama Fernando per nome di battesimo.
— E vostro padre serviva Alì-Pascià?
— Vale a dire ch’egli combatteva per l’indipendenza della Grecia; ecco dov’è la calunnia.