Ciò che mancava nella bottiglia era stato bevuto mezz’ora prima dal sig. Noirtier.
— Prendi, buon Barrois, disse la giovanetta, prendi che già vedo che tu covi con gli occhi questa bottiglia smezzata.
— Il fatto è, disse Barrois, che muoio di sete, e che io beverò ben volentieri un bicchiere di limonata alla vostra salute.
— Bevi dunque, disse Valentina, e ritorna subito.
Barrois portò via la sottocoppa, ed appena fu nel corridore, a traverso alla porta che aveva dimenticato di chiudere, fu veduto rovesciare indietro la testa per vuotare il bicchiere che Valentina gli aveva empito. — Valentina e Morrel si facevano i loro addii in presenza di Noirtier, quando s’intese risonare il campanello della scala di Villefort.
Questo era il segnale di una visita. Valentina guardò l’orologio a pendolo. — È mezzogiorno, diss’ella, e oggi è sabato buon papà, questi senza dubbio è il dottore.
Noirtier fece segno indicante che di fatto doveva essere lui.
— Egli vien qui, bisogna che il sig. Morrel se ne vada, non è vero, buon papà? — Sì, rispose il vecchio.
— Barrois! chiamò Valentina; Barrois! venite!
— Barrois vi accompagnerà fino alla porta, disse Valentina a Morrel; ed ora ricordatevi una cosa, sig. ufficiale, ed è che il mio buon papà vi raccomanda di non tentare alcuna dimostrazione capace di mettere a rischio la nostra felicità.