— Precisamente.
— Nel fondo del cortile a sinistra al terzo piano.
Andrea prese la strada indicata, ed al terzo piano ritrovò una zampa di lepre, che tirò a sè con un sentimento di cattivo umore, di cui si risentì lo stesso movimento precipitato del campanello. Un momento dopo la figura di Caderousse comparve sotto la gelosia praticata nella porta.
— Ah! tu sei esatto. E nel dir così tolse i catenacci.
— Per bacco! disse Andrea entrando. — E gittò avanti a sè il berretto di livrea, il quale, non essendovi sedia, cadde a terra, e fece rotolando il giro della camera.
— Andiamo, andiamo, disse Caderousse, non t’inquietare, mio piccolo, guarda un poco la colazione che avremo: niente di meno che tutte cose che ti piacciono, tuono dell’aria!
Andrea sentì infatto un odore di cucina, i cui grossolani aromi non mancavano di una certa attrattiva per uno stomaco affamato: era la mescolanza dello strutto e dell’aglio che distinguevano la cucina provenzale di una classe inferiore: e soprattutto l’aspro profumo della noce moscata e del garofano. Tutto ciò esalava da due piatti pieni e coperti, posti sopra due fornelli, e da una casseruola che arrostiva nel forno da campagna. Nella stanza vicina Andrea vide inoltre una tavola molto pulita, preparata con due piatti, due bottiglie di vino sigillate, l’una di verde, e l’altra di rosso, di una buona misura di acquavite in una bottiglia, ed una fruttiera in forma di una gran foglia di cavolo, posta con arte sopra una salvietta pulita. — Che te ne sembra, mio piccolo? disse Caderousse; hein! come tutto ciò imbalsama! ah diavolo! lo so bene, laggiù io era cuoco: ti ricordi come si leccavano le dita alla mia cucina? e tu pel primo ne hai gustato dei miei intingoli, e non li disprezzavi, credo? — E Caderousse si mise a preparare un supplemento di cipolle.
— Sta bene, sta bene, disse Andrea col male umore; per bacco! se mi hai incomodato solo per venire a fare colazione con te, il diavolo ti porti!
— Figlio mio, disse sentenziosamente Caderousse, mangiando si parla; e poi, ingrato che sei! non hai dunque piacere a vedere un poco il tuo amico? io ne piango dalla contentezza. — Caderousse infatto piangeva realmente; solo sarebbe stato difficile dire, se era la gioia o le cipolle che portavano una leggera irritazione sulla glandula lagrimale dell’antico albergatore del Ponte di Gard.
— Taci dunque ipocrita! disse Andrea, mi ami tu?