— Sì, siccome tu hai buona memoria, giustamente...
— Che vuoi? credeva che tu volessi rimproverarmi.
— Io? oh! quale idea! io che al contrario ti voglio anche dare un consiglio da amico... — E quale?
— Quello di lasciar qui, quel diamante che tu hai al dito. E che! tu vuoi dunque farci prendere tutti e due, a fare simili bestialità?
— E perchè? disse Andrea.
— Come! tu prendi una livrea, ti travesti da servitore, e conservi al dito un diamante di quattro in cinque mila fr.?
— Peste! come stimi giusto! perchè non ti fanno commissario-stimatore?
— Conosco il valore dei diamanti perchè ne ho avuti.
— Ti consiglio a vantartene! disse Andrea, che, senza corrucciarsi, come lo temeva Caderousse per questa nuova estorsione, lasciò con tutta compiacenza l’anello. — Caderousse lo guardò tanto da vicino, che fece chiaramente conoscere, che egli esaminava se gli spigoli del taglio erano ben vivi.
— È un diamante falso, disse Caderousse.