— Lord Wilmore. — Lo conosco: saprò dunque se mentite.
— Sig. abate, dico la pura verità. — Quest’inglese dunque vi proteggeva. — Non proteggeva me, ma un giovine corso mio compagno di catena. — Come si chiamava questo giovine corso? — Si chiamava Benedetto.
— Questo è un nome di battesimo?
— Egli non ne avea altri, perchè era bastardo.
— Allora questo giovine, è evaso con voi? — Sì.
— Ed in che modo? — Noi lavoravamo a Saint-Mandrier, vicino a Tolone. Conoscete Saint-Mandrier? — Sì, lo conosco.
— Ebbene! mentre che si dormiva, dal mezzogiorno ad un’ora... — I forzati fanno la sesta! compiangete quei birbanti! disse l’abate. — Diamine! disse Caderousse, non si può sempre lavorare, non siam cani. — Fortunatamente per i cani, riprese Monte-Cristo. — Mentre adunque gli altri facevano la sesta, ci siamo allontanati un poco, abbiamo segate le nostre catene con una lima di cui ci aveva provveduti l’inglese, e ci siamo salvati a nuoto.
— E che cosa è avvenuto di questo Benedetto?
— Non ne so niente! — Ciò nonostante dovete saperlo.
— No, in verità. Noi ci siamo separati a Hyères.