E per dare più peso alla sua protesta, Caderousse fece ancora un passo verso l’abate, che rimase immobile al suo posto tuttora tranquillo, ed interrogando. — Voi mentite! disse l’abate Busoni con un accento d’irresistibile autorità. — Sig. abate!... — Voi mentite! quest’uomo è ancora vostro amico, e vi servite di lui forse come di un complice. — Oh! sig. abate! — Da che avete lasciato Tolone, come avete vissuto? — Come ho potuto.

— Mentite! riprese per la terza volta l’abate con un accento ancor più imperativo. (Caderousse, spaventato, guardò il conte). Voi avete vissuto, riprese questi, col danaro che vi è stato dato. — Ebbene! è vero, disse Caderousse. Benedetto è diventato figlio di un gran signore.

— In qual modo può egli esser figlio di un gran signore?

— Figlio naturale.

— E chi è questo gran signore?

— Il conte di Monte-Cristo, quello in casa di cui siamo.

— Benedetto figlio del conte? riprese Monte-Cristo meravigliato a sua volta.

— Diamine! bisogna ben crederlo, poichè il conte gli ha trovato un falso padre, poichè il conte gli passa 4 mila fr. il mese, poichè il conte gli lascia 500 mila fr. nel suo testamento.

— Ah! ah! fece il falso abate che cominciava a comprendere; e che nome porta questo giovine?

— Si chiama Andrea Cavalcanti.