— Ma di venire con l’uomo misterioso che si chiama il conte di Monte-Cristo...

— Voi avete poca memoria, conte. — In che modo?

— Non vi ho detta tutta la simpatia che mia madre vi porta?

— Spesso la donna cambia, ha detto Francesco I; la donna è un’onda, ha detto Shakespeare: l’uno fu un gran re, l’altro un gran poeta; ed entrambi dovevan conoscere la donna.

— Sì, la donna, ma mia madre non è la donna, è una donna.

— Permettete ad un povero straniero di non conoscere tutta la sottigliezza di questo giuoco di parole.

— Voglio dire che mia madre è avara dei suoi sentimenti, ma una volta che li ha concessi, è per sempre.

— Ah! davvero? disse sospirando Monte-Cristo; e credete ch’ella mi faccia l’onore di accordarmi un qualche sentimento di più d’una perfetta indifferenza?

— Ascoltate! ve l’ho già detto e ve lo ripeto, riprese Morcerf; bisogna bene che siate un uomo molto straordinario e molto superiore agli altri, perchè mia madre si è lasciata prendere, non dirò dalla curiosità, ma dall’interessamento che avete saputo inspirarle. Quando siamo soli, non parla che di voi.

— Vi dice ella di non fidarvi di questo Manfredi?